Assistenza lenta, errori continui, clienti insoddisfatti? È ora di digitalizzare il post-vendita
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Gennaio è il mese in cui tutti parlano di budget.
Ed è anche il mese in cui molte aziende rischiano di prendere decisioni difensive, più che strategiche.Si guarda cosa non ha funzionato l’anno prima. Ci si lamenta, si entra in un loop di sfiducia.
Si cercano strumenti che promettono di “fare prima”, “automatizzare”, “ridurre i costi”.
Si approvano investimenti che sembrano risolutivi, ma che spesso si limitano a spostare il problema un po’ più in là e non a risolverlo davvero.
La domanda giusta, però, non è “che software acquistiamo?”.
La domanda giusta è: su cosa stiamo davvero investendo a livello digitale?
Molte roadmap partono da una fotografia incompleta.
I dati esistono già. Dove?
Non è un problema di tecnologia.
È un problema di governo del patrimonio informativo.
Ogni investimento tecnologico porta con sé una domanda implicita: questo ci renderà più solidi tra tre anni?
La differenza non la fa la singola piattaforma, ma:
Un sistema che funziona solo oggi, perché “lo conoscono due persone”, non è un investimento.
È una scorciatoia costosa.
Un sistema che trasforma l’esperienza in conoscenza condivisa, invece riduce la dipendenza dalle singole figure; rende l’azienda più scalabile e prepara il terreno a qualsiasi evoluzione futura.
Uno degli errori più frequenti è confinare la digitalizzazione all’area IT.
In realtà:
Molto si parla di intelligenza artificiale, automazione, assistenza evoluta.
Ma c’è una verità spesso sottovalutata: l’AI non crea valore dal nulla. Amplifica ciò che trova.
Se i dati sono: incompleti, non strutturati, non tracciabili, qualsiasi tecnologia avanzata produrrà risultati fragili.
Chi oggi investe nella qualità dei processi e nella solidità delle informazioni, domani potrà automatizzare con criterio, prendere decisioni più rapide, offrire servizi migliori ai clienti.
Chi oggi rincorre solo la novità, rischia di accumulare strumenti senza visione.
A inizio anno è facile concentrarsi sul breve periodo. È comprensibile, si è concentrati sull’avvio, sull’inizio, anche con un certo entusiasmo. Ma è anche il momento migliore per fare scelte che durano.
Ma la digitalizzazione che crea valore non è quella che “si vede subito”, è quella che, tra dodici mesi, permetterà di lavorare meglio senza dover ricominciare da capo.
È qui che entra in gioco il ruolo di un partner, non di un semplice fornitore:
Confrontarsi con chi lavora ogni giorno su processi, dati e sistemi industriali è spesso il primo passo per evitare decisioni miopi.
Noi di Softeam siamo a disposizione per un confronto diretto e senza impegno su come impostare una roadmap digitale solida, coerente e orientata al futuro.
Parlarne oggi può fare la differenza per tutto l’anno. Contattaci per capire qual è la tua esigenza digitale per il 2026.
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